In dettaglio

È in fase di avvio a San Felice un innovativo progetto di educativa di strada. Un'iniziativa che si rivolge in particolare al mondo degli adolescenti, ma anche agli adulti e a tutta la comunità del quartiere. L'Amministrazione comunale ha affidato questo percorso di ascolto e supporto nella crescita alla Cooperativa Arti & Mestieri Sociali che da anni si occupa di politiche giovanili sul territorio, in particolare a Redecesio dove l'esperienza vivace del Centro di aggregazione giovanile sta dando ottimi risultati.

Obiettivo del servizio, incontrare e dialogare con ragazzi e ragazze dai 14 anni ai 21 anni che vivono come tutti nell'adolescenza una fase delicata della vita, resa maggiormente complicata e indecifrabile dai mesi di pandemia.

In particolare a San Felice sono diverse le segnalazioni di cittadini che lamentano schiamazzi, disturbo della quiete pubblica e situazioni di degrado provocato da gruppi di giovani che si ritrovano nella zona del centro civico e del centro commerciale.

"Una prima fase di ascolto e analisi coinvolgerà tutta la comunità sanfelicina - spiega l'assessore alle Politiche Giovanili Guido Bellatorre -, perché la presenza di una criticità di natura sociale investe tutti i protagonisti di una realtà locale. Se questo problema, almeno nella sua componente più visibile ed emergente, è il comportamento oppositivo e incivile di gruppi di ragazzi, allora riguarda tutto il quartiere, a partire dagli adulti che hanno a che fare con questi giovani. Promuoveremo quindi forme di incontro nell'ottica del rafforzamento del tessuto sociale".

Gli educatori di Arti & Mestieri Sociali hanno programmato fino a dicembre 2021 una prima fase di conoscenza diretta del territorio: analizzeranno le dinamiche, le risorse, i bisogni e le offerte del territorio. Intervisteranno gruppi di giovani, di adulti, referenti di associazioni locali, della parrocchia, della scuola e dei residenti. Verrà poi fatta una mappatura dei luoghi di ritrovo e dei contesti di aggregazione degli adolescenti, ai quali verranno chiesti interessi e aspettative. Terminata la prima fase di ricerca, verrà elaborato un progetto educativo che raggiungerà i ragazzi direttamente nei loro luoghi di frequentazione.

"Siamo convinti che azioni di repressione col ricorso alle forze dell'ordine, che verranno comunque coinvolte in questo progetto e in altre iniziative a garanzia della sicurezza e della quiete pubblica, non siano sufficienti per risolvere questo problema - commenta l'assessore alla Polizia Locale Livia Achilli -. Per dialogare con questi nostri ragazzi e ragazze dobbiamo creare con loro relazioni solide, partendo dai loro desideri e bisogni, creando aggregazione, partecipazione, senso di appartenenza alla comunità e modelli positivi".

Si parte con il progetto pilota di San Felice, per estenderlo eventualmente ad altri quartieri.

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